IL RESTO DEL CARLINO on line
AGGIORNATO AL  17 Feb 2000 12:41

Cronaca

Orecchiette alla Tarantino. Ovvero «LaCapagira»

BERLINO I fratelli Coen made in Italy esistono e li ha scoperti Berlino. Se oggi è il giorno del solo film italiano in concorso, Prime luci dell'alba di Gaudino, messo a duro confronto con Hurricane, una delle pellicole più intense almeno dal punto di vista dello spettacolo dell'intera Berlinale, da molti giorni al festival l'immagine nazionale si identifica con un'opera assolutamente singolare il cui successo ha colto di sorpresa gli stessi autori. Si chiama LaCapagira (articolo,sostantivo e verbo insieme), è stato scritto dal ventenne Andrea Piva, diretto dal fratello maggiore Alessandro, e, grazie alla presenza al "Forum" di Berlino, sta diventando un vero e proprio caso. 
Girato in pugliese stretto, con qualche decina di milioni e molta fantasia, il film dei Piva è una sorta di commedia nera che ruota attorno ad un pacchetto di droga di origine balcanica gettata da un treno in corsa, ad un boss scalcinato, di nome Carrarmato che la cerca, ad una bisca clandestina e a due guardiani degni della miglior commedia all'italiana. Ambientato in una Bari notturna dove periferia e centro si uniscono in un solo degrado popolato di balordi perdigiorno che richiamano le nefaste cronache quotidiane, LaCapagira è un debutto comico di tutto rispetto dove la scarsità di mezzi non si traduce in rozzezza del tocco e dove persino gli atteggiamenti e tic alla Tarantino (passaggio obbligato di questo genere di cinema) sono riletti dalla cultura mediterranea. Insomma un noir atipico, sporco, dove per ammissione dello stesso regista «si parla un idioma del tutto particolare in cui echi di albanese si confondono con il peggiore gergo televisivo». La forza del film risiede infatti anche nella scelta degli interpreti attori debuttanti sullo schermo ma già consumati comici in tv private e teatri del vernacolo locale qui chiamati a rivestire panni drammatici. 
Presentato in una sola sala del capoluogo pugliese dall'inizio di dicembre ha ottenuto il maggior incasso della zona superando gli hit di Natale e raggiungendo la rispettabile cifra di più di duecento milioni. Oggi grazie al "Forum" ha ottenuto una insperata distribuzione. Lo vedremo presto, ovviamente, in versione sottotitolata in italiano. 
L'effetto di questa onda di simpatia ha investito anche altri film italiani presentati a "Panorama". Sulla spiaggia e al di là dal molo di Giovanni Fago, sebbene penalizzato da una proiezione interrotta per motivi tecnici (una colpa grave della ipertecnologica Berlinale), ha ricevuto più di un consenso dalla stampa tedesca. Sebbene tratto dall'omonima raccolta di scritti e schizzi (soprattutto bellissime pagine intorno a Viareggio) di Mario Tobino, pur con qualche stereotipo di troppo il film di Fago prende il rischio di inventarsi personaggi e vicende esterne al testo. 
di Andrea Martini 

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